inquadramento generale dell'area
le pensiline
viste del modello
vista del modello

Committente:

Maccarese S.p.a.


In collaborazione con:

Arch. Giovanni Caprioglio, prof. arch. Francesco Cellini


Descrizione:

Il progetto di un Polo Scientifico e Tecnologico dove attrarre gli Organismi Internazionali, a Roma, collegati al settore dell’agricoltura e dell’alimentazione, è impostato nel rispetto dei segni e delle geometrie del luogo. Gli insediamenti stessi sono volumi semplici aggregati attorno ad uno spazio vuoto, disposti nella piana quasi a misurare il territorio.

Il colore rosso tipico degli insediamenti della bonifica ed i pochi elementi architettonici che caratterizzano questi edifici conferiscono un carattere austero e dignitoso ad un insieme dalla storia recente. Il progetto sul piano distributivo e funzionale prevede un sistema basato sulla successione di funzioni e l’integrazione tra luoghi di ricerca e produzione e di servizi, non escludendo la componente residenziale, di ricettività per i ricercatori e foresterie per i visitatori. L’elaborazione progettuale è basata sulla definizione di elementi fondanti di grande forza primaria: la collina, il borgo, il recinto, il filare di pini e le serre.

La collina, in analogia con altre presenze di questo paesaggio, è un elemento naturale che tradotto in una forma geometrica semplice (calotta sferica) manifesta il suo essere artificiale. . Sulla collina e in parte all’ interno di essa, è previsto il nucleo centrale costituito dagli edifici dedicati al sapere ed allo scambio di esperienze: la sala congressi, gli spazi espositivi,  la biblioteca ed il polo direzionale dell’insediamento. L’edificato, molto denso attorno alla piazza, si trasforma in un sistema lineare che borda con continuità il volume della collina, determinando un grande recinto. Tali edifici destinati agli uffici  saranno di norma porticati per favorire i percorsi e la sosta all’aperto. La loro tipologia è caratterizzata da una sequenza di volumi contrapposti distribuiti da collegamenti verticali contenuti in una galleria a tripla altezza. Il grande portico ha sezioni variabili, determinate dalla composizione dei prospetti, ritmati da pilastri e da coperture che appunto alludono a filari alberati. Tali pilastri sostengono altresì elementi orizzontali con funzione di frangisole rispetto alle grandi vetrate degli ultimi piani dei corpi ad uffici.